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Continuiamo il nostro dialogo sul Movimento dei Focolari e la sua storia, ancora una volta aiutati da un ottimo e coraggioso articolo del 2016 di Luigino Bruni "La malattia della luce uccide" che affronta il fenomeno della gnosi in seno alle comunità carismatiche come il Movimento dei Focolari.
Bruni ha scelto di affrontare questi argomenti in modo analitico e generale, senza entrare mai nei particolari o fornire degli esempi chiarificatori. Leggendolo e sapendo che è un focolarino consacrato, molto vicino e collaboratore stretto della Lubich, non si può fare a meno di pensare che comunque sappia bene di cosa stia parlando per averne vissuto esperienza diretta tra le fila del Movimento dei Focolari.
Ci permettiamo quindi noi di fare quel passetto in più che Bruni, per motivi suoi che non stiamo qua a sindacare, non ha voluto compiere. Useremo quindi il suo testo sulla gnosi riferendoci espressamente al Movimento dei Focolari e a Chiara Lubich stessa.
*informazioni ricavate da un post di Mario Ponta, vedi qui.
Alcuni di noi, tra i più anziani, si ricorderanno certamente del fenomeno della "gnosi" in seno al ramo maschile del movimento dei focolari, gnosi legata, in maniera forse esagerata, a Maras, al secolo Alfredo Zirondoli*: medico anestesista, originario di Carpi, che lasciò tutto per seguire Chiara Lubich. Maras, nome nuovo ricevuto da Chiara che significa "Maria assunta" è stato responsabile della formazione dei focolarini per decenni a partire dagli anni '60. Si tratta di una delle persone più controverse della storia del Movimento dei Focolari.
A partire degli anni '70, Loppiano, la cittadella internazionale dei focolari nel Valdarno, era in piena espansione; tra tanti focolarini, e qualche rarissima focolarina, si erano sviluppati dei rapporti in cui l’amicizia rivestiva una enorme importanza.
Ma quella che nel Movimento si considerava normalmente come “unità”, si era sdoppiata in una “super unità” in cui si vivevano le relazioni con un’intensità un po' speciale. Maras era all'origine di quell'esperienza da “iniziati” ed era lui a sancire quale tipo e livello di unità si stesse vivendo e con chi. Cosa che forse, pur non volendo, creò un clima di figli e figliastri, invidie e arrivismo. Era un collaudato sistema manipolativo che faceva leva su l'innato bisogno umano di essere voluto bene, considerati e sentirsi speciali.
Questa avventura dell'unità aveva facilmente presa su giovani idealisti, sradicati dal loro contesto culturale, che spesso volevano rispondere sinceramente ad una chiamata di Dio. Questa “super-unità”, che verrà poi tacciata di “gnosi”, era certamente una sfaccettatura della personalità di Maras ma era comunque un'emanazione dei modi di fare di Chiara e traeva origine nelle visioni del 1949: segreto appunto gnostico tramandato a pochi eletti e che ancora resta avvolto da un certo alone di mistero, visto che il Movimento dei focolari non ha ancora trovato il modo e le risorse per una pubblicazione integrale di quei testi, in modo da renderli fruibili a tutti e non solo ad un gruppo di studiosi iniziati.
Ecco che proprio questo articolo di Luigino Bruni sulla "luce che uccide" in tante sue parti ci ha fatto ricordare questo episodio della storia del Movimento dei Focolari e le sue attuali derive. Prendendo spunto allora da questa analisi coraggiosa del Bruni proveremo a formulare alcune domande.
(...) Più luce c’è nel carisma, più frequenti, sottili e pericolose sono le eresie gnostiche. Le chiese primitive pullulavano di apostoli e di falsi profeti.
- In altri termini la gnosi, le eresie e le derive (termine forse più attuale) fanno parte integrante di un carisma. È importante saperlo per capire come prendere le misure di un fenomeno che poi in definitiva rischia di far soffrire inutilmente tanti. In questo senso allora è la Chiesa che come madre dovrebbe sapere e poter gestire l'esuberanza di alcuni carismi. E fa soffrire prendere coscienza che in passato non lo abbia fatto a dovere.
- Anche nel caso specifico del Movimento dei Focolari questo aspetto della "luce" foriera di nuove conoscenze ha giocato un ruolo determinante nella storia e nello sviluppo del Movimento stesso. No si può essere sicuri che anche le visioni del '49 non rechino in sé questo pericolo ideologico di gnosticismo. Chiara ha storicamente investito tante energie e risorse per riuscire a far "digerire" a tutti, la Chiesa in primis", i contenuti delle sue visioni. Ci si chiede se questo sforzo sia stato proficuo.
(...) Le esperienze spirituali e ideali sono naturalmente e radicalmente esposte alla seduzione gnostica, proprio per il loro essere essenzialmente esperienze di luce e di intelligenza. Chi segue un ideale o un carisma, è attratto dalla sua luce nuova e dal suo discorso (logos) diverso. Si ritrova con il dono di altri occhi che gli mostrano nuovi orizzonti, nuovi cieli, nuove bellezze, e con una intelligenza luminosa che gli apre una diversa conoscenza del mondo e delle cose.
- Interessante che Bruni parli di "seduzione". Non usa mai parole a vanvera e la scelta di questo termine fa riflettere. Ritrovarsi altri occhi che mostrano tutto nuovo e con intelligenza luminosa: questo tipo di seduzione non è forse una forma di manipolazione?
- Nevrosi: altro termine molto efficace non usato a caso. Accostare carisma e nevrosi così come fa coraggiosamente Bruni è davvero molto interessante e spiega tante cose di Chiara e del Movimento.
(...) Le esperienze spirituali restano autentiche e generatrici di vita buona finché non perdono contatto con la storia, finché restano esperienze incarnate e quindi limitate, parziali e intrecciate con il buio. Finché lo spirito resta nella carne, e l’uno segue le leggi e i ritmi dell’altra.
- Quindi il problema allora é la perdita di contatto con la realtà. Fra di noi ce lo siamo detti tante volte e lo abbiamo notato proprio nella nostra storia che si caratterizza talvolta come avulsa dalla realtà e per questo pericolosamente infantile e autoreferenziale. Chiara stessa, sarebbe interessante scoprire perché, ad un dato punto si è ritirata sempre di più dal mondo per rinchiudersi in una torre d'avorio e diventare, forse suo malgrado, inaccessibile e inarrivabile.
(...) Molte esperienze carismatiche si perdono sul loro nascere perché lo spirito si disincarna ed evapora in cerca di una perfezione senza ombra. Per queste ragioni, le fasi gnostiche accompagnano anche lo sviluppo dell’esistenza storica dei fondatori, e se le comunità vanno oltre la vita dei fondatori è perché queste tentazioni non hanno avuto il sopravvento – non poche comunità nate da autentici carismi si sono spente dopo pochi anni perché i loro fondatori sono stati sedotti e divorati dalla nevrosi gnostica.
- Qua Bruni mette ancora più a fuoco la nevrosi gnostica. Nel caso di Chiara, è vero che un certo grado di manicheismo, di timore del "mondo" e di tutte le sue declinazioni, di un'ossessiva ricerca del solo "soprannaturale" abbiano questo retrogusto di nevrosi. E diamo ragione a Bruni che questa tentazione ha preso di sicuro il sopravvento.
- Chiara e il Movimento in questo caso hanno una storia diversa. Perché quasi sin da subito, alla fondazione si è aggiunta la nevrosi della rifondazione, che nel nostro caso è la narrazione "dei primi tempi". Per Chiara era diventato un mantra e ha impostato la rotta di sviluppo del suo movimento proprio in un accorato ritorno "ai primi tempi". Forse per una certa dipendenza dai miracoli degli inizi. E così, nonostante la Chiesa le avesse ordinato di disfarsene, Chiara ha ritirato fuori i famosi "paradisi del '49", le sue visioni sperimentate in quell'estate particolare. Interessante che Bruni usi il termine "doping spirituale", è quanto meno un'immagine molto efficace. Pezzi dei manoscritti del '49 venivano davvero spacciati sottobanco quasi fossero merce che scottava.
(...) È, infatti, su questa sofferenza e frustrazione per non saper più ripetere le prime prestazioni carismatiche, sulla nostalgia invincibile dei segni e del clima dei primi tempi, che attecchisce facilmente la pianta gnostica. Invece di ripartire dal nucleo intero del primo messaggio, fatto necessariamente di carne e di spirito, il riformatore gnostico compie una duplice operazione: ricostruisce un’immagine parziale e disincarnata del carisma originario e vi aggiunge rivelazioni segrete delle quali – dice – sarebbe entrato in possesso con esperienze private o comunicazioni speciali, che adorna di elementi spettacolari e pseudo-mistici e con tecniche che consentirebbero un accesso più profondo e spirituale al messaggio ideale.
- Lo stesso Bruni usa il termine "primi tempi" da cui scaturisce la pianta gnostica con le sue rivelazioni segrete, pseudo mistiche cui solo "gli internissimi", come si usa dire nel Movimento, hanno accesso.
(...) La riforma gnostica è quindi accompagnata dalla promessa di esperienze mistiche speciali e accessibili solo ai pochi introdotti ai segreti e ai misteri, attorno ai quali costruisce la sua forza messianica e la sua promessa. Sono sempre esperienze elitarie, non trasparenti, mai popolari e mai dalla parte dei poveri. La svalutazione dell’esperienza concreta e del corpo crea poi quasi inevitabilmente anche una eccezione etica, che consente agli illuminati atti carnali e azioni dannose per gli altri, ma lecite e necessarie per gli abitanti di questo nuovo regno “a colori”.
- Niente da aggiungere.
- Purtroppo dobbiamo riconoscere che è davvero successo tutto questo. Atteggiamenti e sguardi da iniziati e una certa distanza dai comuni mortali.
- Nel nostro caso non essendoci una netta cesura tra fondazione e riforma come abbiamo detto sopra, la difficoltà consiste allora nel riuscire a discernere il messaggio di Chiara. È Chiara che dovremmo studiare, per capire cosa del suo messaggio ad un dato punto si sia inquinato di nevrosi gnostica. E come questa nevrosi rischi di diventare cancrena nel tessuto del Movimento anche oggi.
(...) Le crisi gravi delle comunità ideali sono sempre crisi di luce e di intelligenza. Per questa ragione le offerte di eresie della luce e dell’intelligenza sono particolarmente abbondanti proprio durante le crisi più serie. E per questa stessa ragione molte volte i falsi profeti non sono riconosciuti, hanno successo, e uccidono le comunità.
- La crisi che affronta ora il Movimento ha radici lontane e profonde ancora in tempi in cui il bagliore dei successi non permetteva di vederne bene i contorni. Forse si potrebbe parlare storicamente di crisi del Movimento dei Focolari proprio in coincidenza della nascita della vulgata dei "primi tempi". Non appena Chiara e il suo entourage hanno deciso di invertire la rotta della storia e invitare tutti a fare marcia indietro, ecco forse quella è la nascita della crisi. E "i primi tempi" sono la falsa profezia che rischia di uccidere la comunità.
- Chiara riassume in sé sia la figura del fondatore che quella del riformatore gnostico. Per questo è fondamentale studiare il suo pensiero. E sarebbe auspicabile che a farlo fossero esperti non coinvolti emotivamente o con debiti di figliolanza.
(...) Fin dall’inizio l’intelligenza del serpente si è presentata nella storia con parole e discorsi simili a quelli di Elohim, e più seducenti. I cromosomi gnostici sono nel DNA del carisma genuino, perché la gnosi costruisce la sua salvezza ricombinando diversamente alcuni elementi del genoma fondativo. Elimina quelli ordinari, normali, grigi, meticci, e riassembla solo la parte luminosa del patrimonio genetico originale, dando vita a un organismo che ha tutti i tratti presenti nel primo corpo. E così la riforma gnostica appare tremendamente affascinante e luminosa: come l’elisir dell’eterna giovinezza, come l’albero della vita, come una foto dei nostri vent’anni che prende magicamente vita.
- Questa é stata davvero la tentazione e l'equivoco in cui è cascata Chiara: riproporre l'illusione dei "primi tempi". Con questo ha innescato una spirale di schizofrenia.
(...) I riformatori gnostici sono sempre più splendenti dei fondatori, perché manca loro l’ombra della realtà vera. Solo il corpo proietta l’ombra a contatto con la luce del sole.
- Sarebbe interessante sapere e capire se Bruni in questa sua analisi, inconsciamente, non si riferisse proprio a Chiara che ben presto, contrariamente al suo manifesto di intenti "L'attrattiva del tempo moderno", piuttosto che "...rimanere mescolati fra tutti, perdersi nella folla, per informarla del divino, come s’inzuppa un frusto di pane nel vino... dividere col prossimo l’onta, la fame, le percosse..." si ritirò per proteggersi dal mondo, avulsa dalla realtà dei comuni mortali e farsi venerare, suo malgrado forse, come quasi una divinità.
- "Gabbie di consumismo psichico ed emotivo" è un'immagine davvero molto tragica per la sua crudezza e attinenza con quanto è successo al Movimento dei Focolari.
*informazioni ricavate da un post di Mario Ponta, vedi qui.
Il vangelo di Gesù...che però solo i 12 apostoli potevano leggere e capire (lo so i vangeli sono stati scritti dopo..qualcuno ha messo per iscritto i loro racconti..ma facciamo finta che)
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